Skip to content

Oscar Wilde

Credere è molto monotono,
il dubbio è profondamente appassionante.
Stare all’erta, ecco la vita;
essere cullato nella tranquillità,
ecco la morte.

Annunci

Ti ho rivista

Annetta (4)Facendo piazza pulita sul mio mac mi sono imbattuto in due video che mi avevi mandato poco più di un anno fa. Tu che giochi a fare la sexy mangiando fragole.
Mi sono reso conto guardandoti che mi manchi, molto direi. Mi manca la tua voce, mi mancano le nostre conversazioni, mi manca la tua risata.
Peccato che tu abbia deciso di rinunciare alla nostra amicizia, non capisco il perché ma non posso far altro che accettarlo. Continuo ugualmente a tenere in caldo il tuo posto nel mio cuore, nel caso dovessi spuntare una notte d’inverno fra cent’anni in cerca di riparo.

Tutta la verità, nient’altro che la verità.

Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto
di voler andare d’accordo con tutti.
Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi,
le finezze ai sottili, le rarità ai rari.

[Nietzsche]

Perché amo la pubblicità – millemillesima puntata…

L’illusione delle scelte

In una situazione perfetta, quando siamo in totale contatto con noi stessi, senza paure, senza debolezza, in una condizione di reale ascolto, non esistono scelte giuste o sbagliate, perché non esistono scelte.
Vivendo nel presente non c’è nulla da scegliere se non seguire il percorso che si ha dentro, che è sempre chiaro e limpido.
Niente bivi, alternative, doppie opportunità.
Poi arriva l’incertezza, la paura, arrivano le insicurezze a rendere opaca la nostra visione, arrivano i dubbi ed iniziano gli errori.
Purtroppo nessun errore è privo di conseguenze e presto o tardi ci troviamo a dover affrontare situazioni laceranti che avremmo potuto evitare sin dall’inizio.
Ma non lo facciamo.
Nessuno ci educa nell’ascolto di noi stessi, nessuno ci educa al rispetto della nostra volontà, nessuno ci dice quanto è importante seguirla ed assumersene la responsabilità.

Sin dalla scuola sembra che sia il gregge il posto più sicuro dove vivere.
Si comprimono le diversità invece di farle germogliare e fiorire.
Si inocula la paura verso ciò che è sconosciuto, il pregiudizio (quando non la violenza) verso chi va contro corrente.
Crescendo si procede tronfi e orgogliosi nel recinto dei luoghi comuni senza provare mai l’ebrezza di spingersi all’avventura in mare aperto, anche quando la giornata è limpida ed il mare è una tavola.  Impariamo a temere l’orizzonte e ciò che rappresenta, finendo per negarci l’opportunità di sperimentarci.
Facciamo tutto noi, inutile additare responsabilità esterne.
Creatori o distruttori della nostra felicità.

Come ciliegina sulla torta arrivano i sensi di colpa.
Quando sentiamo il desiderio di cambiare strada, di percorrere un sentiero sconosciuto o vietato ci preoccupiamo del male che faremo a chi ci ama.
Desistendo.

Non dovremmo interrogarci sull’impatto che le nostre azioni avrebbero sugli altri quanto di quello che avrebbero su di noi e il nostro benessere non compiendole.
Se una nostra azione provoca sofferenza a qualcuno non è perché è sbagliata in sé, probabilmente è l’altra persona ad essere vittima delle sue paure.
È incapace di accettare il nostro percorso, perché quando è diventata parte del gregge ha rinunciato al coraggio di difendere le sue.
La presunta sofferenza degli altri è la naturale conseguenza delle loro scelte, quindi non è affar nostro.
Quando ci sediamo al ristorante della vita spesso crediamo che ci tocchi di pagare il conto anche per i commensali insieme a noi, per ciò che hanno ordinato e che poi non non hanno gradito. Non è così.
A noi tocca pagare ciò che abbiamo ordinato e nient’altro.
Nella vita – vissuta per bene – si fa alla romana: ognuno paga per sé.

Se proteggessimo la verità che abbiamo dentro non potremmo mai fare realmente nulla di male, soprattutto a noi stessi.

Immagine

Anime vigili

Schermata 2017-10-06 alle 19.17.48.jpg

The astonishing unespected

Quando una platea solitamente urlante viene ridotta al più assoluto e religioso silenzio significa che sta avvenendo qualcosa di speciale. È quanto successo in questo caso, la base musicale devo dire insolitamente mediocre (ma forse scelta ad arte per far risaltare tutto il resto) di una delle canzoni più belle – ma anche più ascoltata in tutte le salse -del repertorio jazz accompagna una voce ed un’interpretazione da brivido.

Non lasciatevi ingannare, pare che lei abbia costruito tutto ad arte e abbia fatto la gatta morta con timidezza e lacrime a comando dopo, basta guardare altre esibizioni per capirlo, ma ciò non toglie nulla al notevole valore di questa esibizione, almeno per me.

Beloved Charles

bukowski-8.jpg

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.Charles Bukowski

N. B.
In verità non sono sicuro che questa poesia sia di Bukowski, l’ho cercata in lingua originale ma non ne ho trovato traccia. Questo nulla toglie alla sua bellezza ma, nel caso fosse di qualcun altro, non vorrei contribuire ad un altro caso di fama usurpata, come per la nota poesia di Martha Medeiros

Immagine

Passeggiata con vista

IMG_0459.JPG

Invictus – William Ernest Henley

c1b9ed85247f0b46971bf482cc65579b.jpg

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un abisso che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualsiasi dio esista
Per la mia indomabile anima.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l’Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Immagine

We miss you.

20140519-014931.jpg

Immagine

My lovely little snitch.

2017-05-11-PHOTO-00000047.jpg

Quando un annuncio è serio

Lo riconosci subito! 🙂

18341806_1475461362524884_6202454605361612100_n.jpg

Nice and hypnotic

Out of the box

 

Un bellissimo cortometraggio di animazione che forse sa spiegare meglio di mille parole il perché siamo spesso così tristi ed insoddisfatti.

Una chicca che mi era sfuggita

Nel 2011 la gloriosa agenzia pubblicitaria di Bari Proforma produsse questa video davvero ben fatto e originale per promuovere il concetto che andare a votare per i 4 quesiti del referendum era una cosa giusta e per farlo hanno scelto il modo più semplice ed efficace di far passare il messaggio 🙂

Bello, ipnotico, suggestivo.

Companion film for feature shoot of Jessica Hardy and Nathan Adrian for ESPN magazine.
Photographed by Carlos Serrao
cinematography by Monica May
edited by Carlos Serrao and Monica May
Visual Efx by Pryor Praczukowski
Sets and props by Prop Steady
score by Jim Walker

Bruno Munari, Verbale scritto

“Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.

Piero Angela ha detto un giorno è difficile essere facili. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più della scultura che vuole fare.

Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare per togliere, senza rovinare la scultura?

Togliere invece che aggiungere potrebbe essere la regola anche per la comunicazione visiva a due dimensioni come il disegno e la pittura, a tre come la scultura o l’architettura, a quattro dimensioni come il cinema.

Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode, il teorema di Pitagora ha una data di nascita, ma per la sua essenzialità è fuori dal tempo. Potrebbe essere complicato aggiungendogli fronzoli non essenziali secondo la moda del momento, ma questo non ha alcun senso secondo i principi della comunicazione visiva relativa al fenomeno.

Eppure la gente quando si trova di fronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente questo lo so fare anch’io, intendendo di non dare valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie.

In realtà quando la gente dice quella frase intende dire che lo può rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima.

La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte.”

Why I love adv

Escape

La verità è che possiamo cambiare numero, casa, città, cancellare i nostri account, bloccare chiunque ovunque, ma ciò che conta è altrove. A volte il passato pulsa, vivo, inopportuno, dentro di noi.