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Perché in piena notte?

Sto guardando “Diario Civile”, un bellissimo programma di Rai3 che stasera racconta la storia del magistrato Rosario Livatino. Devo ammettere che non conoscevo bene la vita di questo straordinario servitore dello stato. Commovente, davvero.

Mi chiedo perché mandare in onda in piena notte una testimonianza così importante. Sembra quasi che non sia importante l’esercizio della memoria, sembra quasi che dobbiamo sempre sorbirci immani cazzate nelle prime serate della Rai. Bah…20140407015540!Giudice_Rosario_Livatino.jpg

Speechless

Much more beauty

Sarei dovuto andare a dormire 4 ore fa. Ma mi gironzolava in testa una piccola grande pena, per quello che è successo ad Orlando, in Florida, negli ultimi due giorni. Sembra che nulla abbia senso, questa furia cieca, questa voglia di annullare ciò che c’è di più importante in noi: la libertà di essere diversi, la libertà di essere bellissimi o imperfetti, ma diversi. Mentre dovremmo trarre ispirazione dai più ‘belli’ fra noi ed aspirare a quella bellezza invece di scagliarci contro essa tentando di distruggerla.

Ho cominciato a vedere video su Youtube e non sono riuscito più a fermarmi. C’è così tanta bellezza nel genere umano, così tanta capacità di emozionare con i propri talenti, che non capisco come non sia evidente ad ogni essere umano, non comprendo come mai non passiamo tutti i giorni a nutrirci di questo invece che coltivare il peggio di noi, davvero non me lo spiego. Questa cosa mi causa sofferenza profonda, in maniera consapevole in questo momento e sotteraneamente quando mi ‘addormento’ e permetto a quel flusso negativo che sembra essersi impossessato di gran parte di noi di stordirmi. E il fatto che ci siano così tanti perfetti sconosciuti capaci di dare emozione e commuovere conferma che il bello è in mezzo a noi, è in noi, siamo noi, tutti noi. Ognuno a suo modo lo incarna.

Alla diversità, all’apparente imperfezione, dietro le quali spesso si cela una straripante bellezza, invisibile per chi guarda ma non può vedere. Alla forza, al coraggio, alla fatica di essere diversi. Al dovere di non sprecare tutto ciò che di splendido c’è in noi. Alle 50 anime portate via dall’ignoranza di chi si sente in diritto di giudicare e a quella giovanissima cantante di talento uccisa senza un perché.

L’uguale e il contrario

Il contrario di un uomo limpido è l’acqua sporca.

Il contrario del mare è una donna cieca.

Chi distrugge un ponte, costruisce un precipizio.
Le cicatrici sono colpi che non si dimenticano.
Ci sono verità senza limite e ci sono cose che finiscono:
i fiumi sono Machado.
Io ti ho amato oltre me.
Gli scorpioni luccicano alla luce della luna
e poi sono nuovamente velenosi e oscuri.
E’ così semplice.
Lottare per le ceneri è rinunciare al fuoco.
Una parola detta è un uccello che vola.
La tua morte è sotto la mia pelle,
uguale a un insetto in un bicchiere rovesciato.
Che altro posso dirti?
Che ti ho amato da Nord a Sud, senza fine,
con unghie e con denti,
senza segreti,
senza trappole.
Che non ho voluto sentire un’altra volta la tua voce,
né guardare le nostre foto,
né vederti accarezzare con le tue dita azzurre
i cani che mangiano i resti della tua vita.
Voglio solo oscurità e fumo.
Sono venuto a dire che ti ho dimenticato;
che ti dimenticherò ancora ogni giorno
ognuno dei giorni della mia vita.

Benjamin Prado

Bellissima

Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne.

Noi le vediamo come esseri subalterni, ci divertiamo alle loro futilità, le cambiamo quando ormai sono sciupate, e ognuna di loro è capace di coglierci alla sprovvista, stendendoci davanti vastissimi campi di libertà, come se sotto alla loro obbedienza, un’obbedienza che sembra cercare se stessa, costruissero le mura di un’indipendenza rude e illimitata. Dinanzi a queste mura noi, che credevamo di sapere tutto dell’essere inferiore che a poco a poco abbiamo addomesticato o abbiamo trovato addomesticato, ci ritroviamo disarmati, inesperti e spaventati: quel cagnolino che tanto volenterosamente si rotolava per terra, sulla schiena, mostrando il ventre, d’un balzo si mette in piedi, fremente d’ira, e all’improvviso i suoi occhi ci sono estranei, occhi profondi, sfuggenti e ironicamente indifferenti.

Quando i poeti romantici dicevano (o dicono ancora) che la donna è una sfinge, avevano ragione, che Dio li benedica. La donna è la sfinge, e dev’esserlo, perché l’uomo si è impadronito di ogni conoscenza, di ogni sapere, di ogni potere. Ma tale è la fatuità dell’uomo che alla donna è bastato erigere in silenzio i muri dell’ultimo rifiuto perché lui, sdraiato all’ombra, quasi fosse sdraiato sotto una penombra di palpebre obbedienti, potesse dire, convinto: «Non c’è niente al di là di questa parete».

 

José Saramago

24 anni

E al processo bis esclude i mandanti esterni. Siamo un paese irredimibile.strage-capaci.jpg_w460_400-1.jpg

Uno scandalo inintegrabile

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Guardare un Uomo vero, politico appassionato, visionario, un’anima libera, una mente straordinaria. Sembra che lo stampo per esseri umani così sia stato rotto molto tempo fa, afflitti come siamo da un branco di insignificanti parassiti al comando di una barca che ormai fa acqua da tutte le parti, un branco di parassiti che è lo specchio fedele di ciò che siamo diventati come popolo. Consiglio a chiunque di guardare questo documento straordinario su un uomo straordinario di cui andare orgogliosi.

Il cittadino italiano Marco Pannella.

 

Il peggior nemico delle donne

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Come non concordare?

Dario Fo su Gianroberto #Casaleggio

Ci sono uomini che campano la propria vita e poi se ne vanno senza lasciare nessun segno del proprio trascorso. Altri invece al momento della dipartita lasciano un solco profondo nella memoria di ognuno.
Questo è il caso di Gianroberto Casaleggio.
A questo proposito Ruzzante aggiungeva: “C’è chi attraversa il grande fiume come se si trovasse stracolmo di vele, e ponendosi, così come ha vissuto, con le braccia spalancate e riuscendo a raccogliere vento in gran quantità come fossero alberi di una nave, così da muoversi col massimo del vigore e comunicare agli altri il proprio intento”.
Gianroberto aveva un programma da condividere, e per tutto il suo tempo, con un impegno totale, ha lottato perché quella sua idea andasse in porto.
Certo, si risentiva quando si trovava accusato di agire per interesse personale, ma era un attimo solo. Appresso riprendeva slancio, teso a realizzare il proprio sogno.
E a chi dedicava questa sua fatica? Ai giovani, soprattutto.
Ma come puoi riuscirci – mi è capitato di chiedergli – se non istituisci una scuola, un luogo dove insegnare ai ragazzi il mestiere di comunicare?”.
E Gianroberto mi rispondeva: “C’è una scuola, la più efficente, ed è la vita, nella quale non basta assistere a quello che succede ma bisogna starci dentro, lottando con sapienza e determinazione”.
E aveva ragione. Infatti tutti siamo rimasti sorpresi quando ci siamo resi conto che a sostenere l’impegno di scontrarsi con i mestieranti della politica erano spuntati dei ragazzi e delle ragazze con la faccia pulita e gli occhi di una vivacità tutta nuova.
Ma da dove vengono? – mi chiedevo – Chi ha fatto loro da maestro?”.
L’impegno – mi ha risposto Casaleggio – l’impegno e l’onestà degli intenti”.

Però bisogna rendersi conto che fra quei giovani decisi a rifiutare l’inganno e l’ipocrisia si sono infilati anche dei mistificatori, pronti, dopo essere stati eletti, a passare armi e bagagli nel gruppo dei politicanti, maestri dell’arraffo.
È un rischio che si corre ogni volta che si applica interamente la libertà. È fin troppo facile firmare un impegno con l’idea di non rispettarlo, e approfittare della buona fede degli altri per raggiungere un basso scopo.
Il rimedio a questo continuo pericolo è, un’altra volta, l’impegno. Non cedere mai il passo ai furbi e agli approfittatori. E soprattutto non avere mai paura di denunciare la presenza delle termiti per timore di sporcare la credibilità del tuo gruppo. Pietà l’è morta, come dicevano i nostri vecchi nelle lotte di fabbrica.

Dario Fo

 

 

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Missing Alda

Alda

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Chapeau!

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Oggi

Mi sono svegliato con la voglia di baciarti.

Buon natale mamma

La solitudine non è un meteorite che si abbatte improvviso sulla nostra vita. La solitudine è una trincea che scaviamo un pezzo alla volta ogni giorno della vita e che alla fine ci inghiotte, impedendoci pure di vedere il sole. Lei è sepolta nella sua.

——-

Oggi su whatsapp, parlando con una ex alunna di mia madre, del suo modo di essere e di vivere. Mi sono venute fuori queste parole lapidarie.

Il bello della birra (artigianale)

Piccola nostalgia nel cuore. Nostalgia di un amore, anche se amo e sono amato. Piccola nostalgia egoista, avrei voluto amare anche te ed essere amato da te. Piccola nostalgia di me, di com’ero e non sono (al momento) più. Piccola nostalgia e basta, vorrei perdermi nei tuoi occhi adesso. Domani mi sveglierò e non mi passerà più neanche per sbaglio in mente. Amen.

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So true.

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Paris

You.

[Shining, secretly shy and delicate, smooth skinned, vanished. But unpredictably still in my head.] 

Dumb

In inglese vuole dire sordo, ma più comunemente “ottuso, sciocco, stupido”.

Trovo questo sito per caso, produce manubri per fitness – che guarda caso si chiamano dumbbells – solo che sono per gente molto ricca, evidentemente molto lontana dalla vita reale, molto bisognosa di nutrire il proprio ego e riempire il proprio vuoto con oggetti che più sono costosi più raggiungono il risultato. Una coppia di questi manubri va da 3.900 € la coppia a quasi 30.000 € per la versione con incastonati diamanti bianchi.

Di certo sono un povero plebeo che rosica d’invidia per non potersi permettere una simile sciccheria ma non posso non ammettere a me stesso che davvero prenderei a sberle chi compra questa roba, anzi probabilmente la pesterei a sangue pensando a chi non riesce a trovare un pezzo di pane per mangiare. L’umanità mi sembra sempre più in un vicolo cieco, almeno parte di essa, quella che ha di più, che dovrebbe essere la più illuminata e aiutare il resto ad uscire fuori dalle tenebre.

Revival

I Morcheeba mi ricordano un particolare momento della mia vita, libertà impacciata, sbandate, aria fresca, sorrisi. Alla fine del ’96 avevo finalmente mollato quell’essere inutile che avevo sposato, passato tutto il ’97 e ’98 a riprendermi fuso com’ero da quell’esperienza devastante, una storia importante nel ’99 finita definitivamente nel 2001 e nel frattempo – tra lasciarsi e riprendersi – un intervallo di circa sei mesi di grande vivacità. Questo periodo mi ricordano i Morcheeba. Oggi mi sono tornati in mente, questo pezzo in particolare è indelebilmente stampato nella mia memoria, devo ammettere con un pizzico di nostalgia per quello che ero allora in termini di energia, anche se non cambierei una virgola di ciò che sono adesso per tornare indietro.

Ma anche no! – Piccole soddisfazioni versus Mr. Facebook (clicca per ingrandire l’immagine)

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