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L’ultima cosa che ti ho scritto, il 6 ottobre

14 ottobre 2005

Questa mattina d’ottobre, pensavo a ieri e mi sono intristito riascoltando noi che parliamo di ciò che è stato, di ciò che eravamo. Parlavamo al presente e pensavamo al futuro, prima.

Ma mi rendo conto adesso che la trappola più pericolosa è ascoltare le parole che mi dici e poi riflettere. Domande si affollano nella mia mente e vorrei parlarti, con lo stesso desiderio di sempre, per sapere cosa hai dentro. Per sapere chi sei adesso e come stai. Questo non è più possibile però, ed io devo vivere la mia vita e non posso limitarmi a sopravvivere a te.

Mi dà da pensare che tu stia bene e poi pianga ancora di notte, o che sei felice e poi prendi a volte gocce per poter dormire. E mi domando se la lontananza da me, di cui sono intrisi i tuoi gesti, sia così naturale come sembra. Ancora il mio sguardo riesce a penetrare nei tuoi occhi come una lama calda nel burro, ancora entro nel dedalo di te senza mappa e guardo ciò che c’è, ma che non mi appartiene.

Devo smettere. Perché tu non lo vuoi, e inoltre – mentre vivi cose a me sconosciute – mi ritrovo vanamente incagliato al tu ed io. Quel tu ed io che non esiste più. E ancora ti risento mentre mi dici che hai capito che devi rallentare la tua crescita ed aspettare che l’altro ti raggiunga. E non sono certo di aver sentito bene. Perché questa è una di quelle cose di cui mi sfugge il senso. Ma come dicevo ieri questa cosa è stata interrotta, troncata. E – così come per quei poveretti a cui è stato amputato un arto continuano a “sentirlo” – io sento cose di te e sono certo che anche tu ne senti di me.

“Per me è finita”, hai detto ieri. Una piccola bugia. Sarà finita per entrambi quando il pensiero di noi non ci coglierà più di sorpresa, quando non sentiremo di avere una piccolissima parte dell’anima ancora senza pelle, quando non ci chiederemo se non abbiamo scelto di rinunciare a qualcosa d’importante.

“Ho smesso di pensare”. Ma davvero?

Ciao Luce,

volevo chiederti di esaudire quel mio desiderio. Aiutami a compiere il rito della morte. Mandami ciò che ti ho scritto. Ho desiderio di piangere un’ultima volta ancora, mentre seppellisco in una scatola le mie parole per te, e poi uscire all’aria aperta e farmi inondare dal sole e lasciargli asciugare le mie lacrime e riscaldarmi il viso. Quando saremo sufficientemente lontani da tutto ciò potrai vedere per intero quanto intensamente ho voluto il tuo bene e forse – per citare uno scrittore che ho molto amato – nelle giornate di freddo intingerai la punta delle dita nel tuo cuore e il ricordo ti scalderà.

Mi manchi

Alessandro

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From → rosanna

6 commenti
  1. Un post molto intenso…complimenti…se ti va passa da me!ALE

  2. Vedo che non sono l’unica innamorata incallita…=P

    A ‘sto giro non ti rimane che farle leggere quello che le hai scritto (no…???)
    In bocca al lupo

    Ps=Grazie dei complimenti

  3. quando le storie finiscono, le storie vere dico, è impossibile che non ti rimanga dentro quella voglia di entrare nel cervello, anima, corpo della persona che si è amata, ed è normale che il ricordo di essa ti sorprenda ogni qual volta che ci ripensi…io ho attaccato alla mia bacheca di sughero una frase, di quelle che ti vengono in mente quando fuori piove e hai il cervello in continuo movimento “è la nostalgia che lo frega, il presente. SE lo fotte in continuazione” potrà sembrare una stronzata, ma è così se ci pensi. E se era Amore, vero, il profumo di lei non ti si toglierà più dalla pelle, di quando ti rimane il suo peso sulle spalle.

  4. ho letto anche il tuo pst precedente “tadattatà”, bhè a volte ci sono persone che non si conoscono, ma basta uno sguardo per farti capire che a volte il mondo è bello, perchè ci sono eprsone come te, di quando riconosci la bellezza nei gesti. Quella bellezza che in questa società va scoparendo. La bellezza della particolarità dell’anima. Mi ha fatto piacere che hai messo delle mie frasi nei tuoi post—

  5. davvero bello….intenso…..praticamente un poeta….io sono un pò più rustico ma se ti va vieni a trovarmi Supereme.splinder.com

  6. LA LUCEEEEEEEEEEEEEEEEE E’ IL SIGNOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
    APRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIITE LE PORTE A GESUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU’

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