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16 ottobre 2005

“giovedì, ottobre 06, 2005

INDIFFERENZA

Silenzio. Minuti interminabili che si accumulano fino a dilatarsi nelle ore, nei giorni. Fuori piove, sempre. Un cielo grigio e gonfio vomita pioggia scrosciante senza pause. Da giorni. Ma piove anche dentro. Quello scuro grigiore si dilata in ogni spazio virtuale fra le carni e le colma di buia incertezza. Il tempo striscia a fatica, si allunga tra selve di ostacoli, e passa. Troppo lento, ma passa. E se ne va. I Rolling Stones rotolano fuori dalle casse, con la voce grattante di Mick che si arrampica nell’aria stantia della stanza, graffiandomi l’anima. E non so fare altro che pensarti. Non so fare altro che bere, per cercare di non pensarti. Ancora incerto su quale delle due cose sia la più facile. Nonostante tutto. Nonostante la ferita che mi lacera, che non cessa di sanguinare, e mi lascia ad annaspare nella viscida consistenza del suo tentativo di coagulare. Agito le braccia e i pensieri nella speranza di scorgere uno scorcio di salvezza, l’ultimo angolo del labirinto, l’uscita. Ti sento ancora addosso, ancora dentro. Eppure non ci sei. Non squilla il telefono, non incontro i tuoi occhi, non sento il tuo odore. Ma sei qui. In uno spazio concepito per te, in un luogo che prima non c’era e ora è vuoto. Quattro pareti bianche che rimbombano ottuse l’eco di te. Il collo della bottiglia mi sfiora le labbra disperate che ancora attendono le tue, inseguo con lo sguardo il culo della bottiglia che sale verso il soffitto e sento il calore che attenua l’astinenza. L’offusca. La stordisce. Lo scroscio dell’acqua che cade dal cielo accompagna l’illusione. La guida nei fumi dell’alcool verso un frammento di tranquillità. In fondo non meriti tutto questo. Non sei degna del bene che mi dilania. Del sangue che sgorga. L’indifferenza è la lama più tagliente per l’attesa. E’ il rasoio del desiderio. E’ un ratto nero che, senza fretta, rosica le viscere di un sogno e lo trasforma in incubo. La bottiglia è quasi vuota come il cuore. Lascio che l’ultimo goccio scorra nello stomaco. Nel cervello. Il ticchettio dell’orologio scandisce il silenzio del tempo che va. Aspetta quello che deve venire, senza fretta. Il vetro vuoto risuona nel bidone dell’immondizia mentre atri e ventricoli si rattrappiscono a colmare il nulla dentro di sé. Due gatti in amore liberano il loro pianto di piacere che squarcia il silenzio. Qualche minuto di piacere. E poi quattro passi nell’erba umida, ciascuno nella sua direzione, senza sogni od illusioni. Senza patemi. E senza vino. Nessun residuo mentale. Nessuna ferita da leccare. E domani…un po’ di latte, il sole e un nuovo giorno da scoprire. Niente di più. Niente di meno.”

Ho trovato l’ennesimo link di valore.

Da visitare spesso.

Grazie per essere.

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From → citazioni

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