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Cari amici, vicini e lontani…

18 novembre 2005

Mi preme scrivere e dirvi alcune cose importanti (almeno per me). Ho l’impressione che certi momenti di “vuoto”, di cattivo umore, di scarso spirito vitale siano interpretati come un mio profondo star male, di depressione, di lacerazioni e rimpianto; insomma manifestazioni di “strazzacorismo” (per citare una nuova amica).
Niente di più sbagliato.
A metà aprile ho conosciuto una ragazza: Rosanna. È la figlia di un mio importante cliente, anzi, il più importante. Adesso ha 34 anni (da pochi giorni). All’epoca era in una strana situazione. Aveva da due anni una storia con un ragazzo più giovane, ma la cosa non andava. Già una volta, dopo un primo anno a quanto pare molto bello, lo aveva lasciato. Poi si erano rimessi insieme, ma lei non si sentiva compresa sino in fondo.

Io, di contro, vivevo da tre anni e mezzo la storia più importante della mia vita. Con Patrizia, la donna migliore che abbia mai conosciuto e da cui abbia avuto la fortuna di essere amato. Non ho mai parlato di lei qui perché ho troppo rispetto e sono troppo geloso del nostro vissuto.
Quando è scoppiata la storia con Rosanna entrambi siamo stati travolti da un’energia sorprendente e sconosciuta. Abbiamo vissuto le prime settimane a 300 all’ora. Era il 21 aprile. L’8 maggio l’ho detto a Patrizia, perché questi erano i patti fra noi: sincerità e lealtà prima di tutto.
Ho fatto soffrire incredibilmente l’unica persona che mi abbia amato e basta. Senza chiedere o pretendere. Così come dovrebbe sempre essere l’amore.

Nei mesi successivi ho vissuto con il piede in due staffe. Da una parte cercavo di non infierire su Patrizia e di rendere il nostro imminente distacco meno traumatico possibile, dall’altra cercavo di capire meglio Rosanna e comprendere se il nostro rapporto avrebbe potuto avere un futuro solido. I sensi di colpa nei confronti di Patrizia mi hanno sicuramente condizionato. Lei aveva appena comprato una casa per “Noi” e aveva cominciato i lavori di ristrutturazione. Vi lascio immaginare cosa questo poteva significare per me in termini psicologici…

Dissi a Rosanna che non avevo intenzione di fare nulla sino a quando la casa non fosse stata pronta e Patrizia non fosse andata a viverci. Non me la sentivo né di trasferirmi dal mio nuovo amore (il pensiero mi faceva sentire ancora più stronzo di quanto non mi sentissi già) né di lasciare Patrizia da sola nella “nostra” casa. Stava male davvero. Ha perso otto chili. Ha pianto tanto. Ma non mi ha mosso neanche un rimprovero.
Intanto la storia con Rosanna procedeva. Io mi sentivo bene quando ero con lei. C’erano però cose che non andavano. Sentivo pressione da parte sua, in un momento in cui avrei avuto bisogno d’aria (interiormente ero incredulo del fatto che mi fossi disamorato di Patrizia, a cui avevo detto di voler condividere con lei tutta la mia vita) per metabolizzare il nuovo corso delle cose. Lei però non mi ha mai coinvolto con i suoi amici (i quali non hanno saputo niente), era sempre guardinga in pubblico, perché non voleva ferire il suo ex… così diceva.
Per farla breve. Mi ha scritto cose bellissime, tra le più belle che mi siano mai state dette. Ad agosto è tornata con l’ex. Ha capito che è l’uomo giusto. Con lui adesso parla come mai prima. Fa l’amore come mai prima. Insomma un idillio. E, il massimo dell’ironia, è che dice di doverlo a me… A tutto quello che le ho fatto comprendere di sé…

Ma vaffanculo!
Il mio stare male adesso a cosa è dovuto? All’orgoglio. Al fatto di essermi lasciato prendere in giro da una persona fragile ed incostante. Di essermi messo in gioco totalmente, ancora una volta, perché questo è l’unico (autolesionistico) modo d’amare che conosco.
Sono stato male, è vero, all’inizio. Come neanche potete immaginare. Piangevo ovunque. Non dormivo. Una pezza. Ma è stato “prima” di aprire questo blog.

Ora m’incazzo e mi deprimo quando lei cerca di parlare con me. Quando mi telefona benché le abbia chiaramente detto che voglio mantenere le distanze. Quando fa la splendida ed è tutta un sorriso.
Perciò, cari amici bloggers, non cercate di tirarmi sù quando leggete alcune mie frasi. Sono solo come dei piccoli conati. Sono ancora intossicato da ciò che ho vissuto e cerco di espellere il veleno da me. Tutto qui. Mi dispiace se ho dato un tono “strazzacore” alle mie parole. Ma a volte scrivo cose che non ho mai detto (e forse neanche mai provato) perché un blog è il luogo ideale per farlo. Un luogo dove si parla e ci si incontra senza i soliti parametri di giudizio. Dove possiamo essere noi stessi, oppure sperimentare un altro essere noi stessi, alternativo.

A presto

Alessandro

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16 commenti
  1. Arrivo qui per caso… E devo dire che mi piace ficcare un pò il naso in questi tuoi post… 😀

    credo proprio che appena sarò dal mio pc ti linkerò da me, se ricambi farai cosa gradita così potrò tornare a visitarti più semplicemente grazie a technorati. 😛

    un saluto!

    JB

  2. ‘giorno….un abbraccio.

  3. utente anonimo permalink

    bhè non c’è che dire,hai tirato fuori il veleno stamattina!Bravo, è un forma di reazione!!Molto simile alla mia situazione la tua….ma si’,guardiamo avanti,no puo’ mica piovere per sempre, prima o poi l’arcobaleno verrà fuori ed allora fanculo agli ex ed ai compagni degli ex!!
    Baci
    Magnolia dall’ufficio…..

  4. però…ciao!

  5. Finalmente l’hai detto… e complimenti per aver avuto il coraggio di farlo.
    Cmq, il tuo modo d’amare non è autolesionista: l’amore è, come tu stesso hai detto, mettersi in gioco, scommettere tutto se stessi, vivere e morire per l’altro, senza porsi domande e senza pretendere risposte. E’ così che lo vedo anch’io e mi fa piacere leggere che qualcuno la pensa come me.
    Buona giornata!
    ale

  6. eh anch’io volevo iniziare il commento con un “arrivo per caso dai commenti al blog di brainstorm”.. vabbè era solo per dirti che mi son fermata a leggere. ciao

  7. anke io h oletto tutto il post…e quando sono arrivata alla fine però no nsapevo cosa commentare!!!sorry!!!buon week end!see yaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  8. Eccolo il tuo arcobaleno! (scherzo) Senza fare troppi commenti sul tuo post….solo….fichissimo quel…ma vaffanculo! Bello…liberatorio
    Bacioooooooo e buona giornata

  9. cinque minuti della mia giornata “ben spesi” per riflettere…
    ben trovato

  10. letto…ingoiato…digerisco e poi ti dico la mia…forse anche no, ma ci terrei…
    ciao

  11. Ci vuole coraggio per raccontare una cosa così personale, soprattutto perché inevitabilmente da oggi in poi chi leggerà i tuoi righi potrà associarli a questa storia, nel bene e nel male.
    Ma se ti ha fatto bene tirare fuori tutto, allora meglio così 🙂

  12. Alessandro, non c’è niente di più disarmantemente gradevole di questa tua coraggiosa sincerità. Io ti scopro stasera, non ho letto “i conati”, ma mi pare che solo quando si riesce ad esprre in modo così schietto il dolore si sia oltrepassata la soglia che cosente di lasciarlo alle spalle e spalanca un nuovo sentiero. Naturalmente non eterno. Perché “per sempre” è la più grande menzogna d’amore.

  13. utente anonimo permalink

    ..mi sono trovata qua per caso e mi sono fermata ad ascoltare..è proprio vero..a volte quello che ci vuole è un genuino ‘..ma vaffan****!’..e un pò di ‘blog-therapy’! 😉 un abbraccio

  14. sai…anche a me talvolta sul blog dicono che sono cupa…c’e’ chi mi immagina triste e iintristita (che puo’ sembrare la stessa cosa ma non lo e’..)
    il fatto e’ che il blog raccoglie quello che siamo nel profondo…ma perche’ no?
    del resto se uno scrive cose allegre o cupe e’ sempre il suo stato d’animo e come tale va rispettato…
    il raccontare il proprio vissuto cosi’ come ha fatto tu non solo e’ terapeutico per se’ ma anche per chi legge…
    ho fatto un sacco di errori nella mia vita e non sono riuscita a digerirli fino a che non mi sono scoperta umana e imperfetta…
    cosi’ come sono imperfette un sacco di altre persone che conosco e apprezzo comunque…

  15. leggevo, anzi sbirciavo.
    Mi sono ritrovata molto nelle tue parole ed abbiamo storie molto simili, bè tutti al mondo abbiamo storie simili, non mandarla a Fanculo pero’…ti ha insegnato qualcosa di veramente forte questa delusione…cerca dentro di te la risposta e trova la forza per non rifare lo stesso errore…
    Con affetto ASHRA

  16. Sto facendo un giro nel tuo blog… e ti lascio un’impronta in questo post sincero…

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