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OAXACA

23 febbraio 2006

Sono partito oggi in aereo da Città del Messico, direzione Oaxaca, nel sud del paese.

Mi piacerebbe trovare le parole per potervi descrivere le emozioni che ho provato arrivando qui, ma non è possibile. Bisogna esserci per poter comprendere. Una meravigliosa città davvero messicana, senza quelle orribili influenze yankee che invece rendono urbanisticamente schizofrenica (ma altrettanto affascinante per altri versi) la capitale del Messico.

È piena di ragazzi, molto curata e pulita – al contrario di Mexico city che è davvero lercia – con una grande sensibilità per la bellezza e l’armonia. In una parola Stupenda! Se avete qualche euro da parte e meditate di fare un viaggio che vi riempia gli occhi e l’anima di calore e colore… bhe…. questo è il posto giusto.

Domani dovrei cominciare a visitare i siti archeologici qui attorno. Vorrei noleggiare un automobile, per essere indipendente, ma – non capendo quasi una mazza di spagnolo – temo di perdermi già dietro l’angolo…  : )

Ma la tentazione del road trip è molto forte.

Comunque sia, la mia abitudine di comprare solo il biglietto senza prenotare null’altro si è confermata ancora una volta la scelta giusta.

A Città del Messico ho conosciuto Monica, studentessa (suppongo fuori corso) di architettura, sposata con due figli, che ha una sorta di… non so come dire… bottega… dove la gente va a mangiare (quella città è piena, anzi strapiena di posti simili e ancor più di bancarelle che vendono cibi) e dove io ho fatto colazione per 3 giorni. Una donna davvero gentile, innamorata dell’Italia, con cui ho fatto amicizia. Così come con Marta, guida turistica al Palacio National (dove ci sono i fantastici affreschi di Diego Rivera), che ha vissuto in Italia e con cui ci siamo scambiati i numeri di telefono. Così come ho fatto con Manuel, anche lui guida al Palacio National, con cui è scoccata da subito la fatidica scintilla e con il quale ho intavolato una bellissima chiaccherata di 40 minuti sul Messico e la sua storia, sulla politica e tante altre cose. E ancora Mario, il tassista che ho noleggiato per 3 giorni di fila, che mi ha accompagnato e permesso di risparmiare un sacco di tempo, e che faceva il cartografo toponomastico prima di fare il tassista. Insomma tanta umanità che sicuramente non avrei conosciuto se avessi scelto il classico viaggio organizzato (e preconfezionato) che altri prediligono.

Se posso tentare di darvi una esemplificazione massima di come è fatto il Messico, vi dico che (con totali differenze) è simile all’Italia, nella cui storia si sono stratificate le civiltà fenicie, greche, romane, normanne, arabe, longobarde, spagnole, francesi, ecc.ecc.

Qui ci sono stati Aztechi, Maya, Toltechi, Zapotechi, Mexica ecc. ecc.

La differenza sostanziale è che da noi è mancato il signor Cortes. Un autentico Hitler del sedicesimo secolo. Un satana che nulla ha da invidiare a Pol Pot, a Stalin, al Saddam Hussein che gasa i Curdi e quanto di meglio la razza umana abbia prodotto in fatto di psicopatici sanguinari.

Lui in pochi anni è riuscito a distruggere civiltà millenarie, i loro monumenti, i loro libri, la loro cultura. Con una dedizione, una ferocia e un’ingordigia spaventosa per le ricchezze di questi popoli e che lascia senza respiro. Con l’immancabile complicità di quella perfetta macchina oscurantista, ipocrita, mercenaria e malefica che risponde al nome di Chiesa Cattolica, che tale opera ha sponsorizzato, aizzato e sfruttato.

Udite, udite… qua c’era la Santa Inquisizione!!! Che ha mandato al rogo – tra gli altri – due fratelli ebrei. Saranno certamente stati stregoni, mi dico io… Neanche mi sfiora il pensiero che dietro ci possano essere stati interessi economici o di altro genere… Naaaaa… La Chiesa queste cose non le ha mai fatte…

A volte vorrei che uno scienziato pazzo (o forse molto saggio…) potesse costruire in laboratorio un virus micidiale, che sapesse uccidere con grande sofferenza tutto il clero corrotto che ci circonda, che ci condiziona e che ci deruba delle nostre possibilità. Che fa manovre politiche, che molesta i bambini, che pratica l’usura. Un virus che fosse capace di lasciare in vita solo quei preti eroici (ma quanti ne rimarrebbero poi?) che credono e vivono davvero la parola di Cristo che – se non ricordo male – predicava la povertà e l’amore incondizionato per l’altro e il cui insegnamento è totalmente travisato da ogni piccola manifestazione di questo mostro vaticano.Ma queste sono discussioni che meritano ben altri approfondimenti, e poi mi si guasta la serata se parlo di queste cose, perché mi monta una rabbia dentro che avrei voglia di urlare…

In definitiva: Compratevi un biglietto per il Messico e venite a raggiungermi. Ci siederemo insieme a sorseggiare qualcosa in un bar dello zocalo (la piazza principale che c’è in ogni città messicana) e a parlare e a commuoverci per la bellezza che ci circonda e perché abbiamo il dono meraviglioso della vita, che tali bellezze ci ha dato la possibilità di gustare. Alla prossima.

Alessandro

P.s.

Un saluto che non sto qui a spiegare (e senza togliere niente a nessuno) ad Amaramente e Gilli. Loro sanno…

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From → messico, mie poesie

10 commenti
  1. Anch’io mi chiamo monica e ho due figli…ma vivo in Italia, sigh!
    Belli questi appunti di viaggio …
    Leggo sempre molto volentieri…baci a presto
    mo.

  2. Che bello, ho viaggiato per qualche istante…
    bacione
    Gio

  3. batgirl permalink

    un bacio ale!

  4. anche il mio Tico si è innamorato del messico…
    manco io laggiù! 🙂

  5. Se vendono patenti sto arrivandoooo.
    :-S

    Baci Ale!

  6. utente anonimo permalink

    buon viaggio
    gnulo

  7. Mi è venuta voglia di volare in messico!ALE

  8. ..non intristirti su cose che non puoi cambiare..
    osserva, incantati e intristisciti su ciò che non potrà più forse essere…

    ..ma ad oggi caro Ale, cosa potrà veramente mai essere…

  9. in vacanza, beato te!…Che bello sentirti vibrare di così tanto entusiasmo, Ale…

  10. Bellissimi gli appunti di viaggio….
    Buon viaggio a te…anzi buona continuazione di vita…

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