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da www.aaa-cercasi.splinder.com/post/7561902

28 marzo 2006

FRANKENSTEIN SENIOR

Ieri Frankenstein senior, alias il mio paparino, si è operato. L’allegra famigliola Frankenstein (la mia famiglia cambia nome a seconda dell’evento) ieri mattina verso le 7 e mezza esce di casa e si dirige verso la superclinica superprivata supersnob supervip dei Parioli. Appena il vigilante vede la mia macchina (anche detta Il Grande Bath) ci chiede chi siamo dove andiamo un fiorino. Spieghiamo le nostre intenzioni e con una smorfia di dolore ci lascia entrare nel parcheggio. Abbandono il grande Bath singhiozzante e depresso tra una Lamborghini e una Mercedes, per protesta quando la chiudo scatta l’antifurto. Lagne a non finire: non mi lasciare parcheggiata qui, non voglio non voglio, loro sono cattivi, non mi lasciano giocare con loro…non è il momento di fare storie, rispondo, e ci avviamo verso l’atrio. Mi accendo una sigaretta, il vigilante continua a guardarmi malissimo. Entriamo, ed un gentile ragazzo alla reception guarda mia madre, Frankenstein senior, me e infine in basso, poi dice: lui non può entrare. Lui chi scusi? Faccio io. Lui, il coso, l’animale, il gatto insomma. Intende dire Quattro? Esattamente, non può entrare. Quattro inizia ad irritarsi, io tiro fuori il sorriso più largo che la mia paresi cronica alla bocca mi permette (ergo ghigno sadica) apro la borsa, e gli porgo un foglio, che riporta: “non potendo essere io qui presente oggi, delego a Quattro tutte i miei privilegi, quindi la presenza accanto a mio padre, ossia Frankenstein Senior, sia in stanza che in sala operatoria. Firmato Frankenstein Junior (ossia mio fratello)”. Il tipo uccide il sorriso tutto denti tutti bianchi e ci lascia passare. Entriamo in una stanza, il balcone è più grande della nostra sala da pranzo. Mia madre decide di farsi un tuffo nella vasca con idromassaggio per tre persone nel bagno privato della stanza. Io e Quattro giocherelliamo con i pulsanti del letto su cui Frank Senior si è disteso e quasi ce lo chiudiamo dentro. In attesa accendiamo lo stereo con dolby surround e mettiamo su un po’ di sani beach boys. Quattro e Frank improvvisano un balletto catartico molto twist and shout, e proprio in quel momento entra l’infermiere. Io sbianco. Non può essere mi dico. Guardo meglio. Non ci credo. Oh mio dio oh mio dio. Ma è…George. Alias Jessica. Alias il George\Jessica conosciuto qualche mese fa durante una serata sadomasofetisch (vedi post Gimme gimme gimme), questa volta in versione infermiere maschio George. Calorosi abbracci, saluti, ciao sei scomparsa, ciao come stai, ciao come sta Jessica, oh lei è rimasta a casa, sono qui per depilare tuo padre all’inguine!?! Oh mio dio!!! No, scusate, oh mio dio. Mio padre lo guarda un po’ perplesso, prova a bofonchiare un: se mi date un rasoio ci penso io, ma George in un acuto degno della Ricciarelli fa: oh no, tesoro, ci penso io, non vogliamo mica ferire la parte migliore di te no? oh mio dio. Io, Quattro e mia madre usciamo dalla stanza, mentre George canticchia “All you need is love”. Dopo dieci minuti esce con un sorrisone, ci guarda e ci fa: fatto tutto tutto tutto, ora potete rientrare stelline. Mio padre, un po’ basito non parla per circa 3 minuti, poi ci guarda e fa: ok, leghiamo tutte le lenzuola, caliamoci dal balcone e fuggiamo! Buttiamo le lenzuola a terra e ci giochiamo a morra cinese chi deve scendere per primo. Tocca a me. Appena tocco terra sento abbaiare. È il vigilante bastardo che, ad un centimetro da me, mi ingiunge di restare ferma. Io gli urlo di rimando qualcosa del genere: senti perché non fai un po’ di movimento e poi ti fumi una sigaretta, così ti calmi un po’? (non erano queste le parole esatte, ma ci siamo capiti). Lui mi guarda e…scoppia a piangere. Mugola qualcosa del genere la mia ragazza mi ha mollato, ho smesso di fumare, la vita fa schifo etc etc. Rassegnata torno in stanza, riarrampicandomi sulle lenzuola, e attendiamo l’arrivo del dottore. Dopo mezz’ora arriva un tizio con i capelli genere jim wilder e lo sguardo di Igor in Frankenstein Junior. Esaltato monta sul letto elettronico accanto a mio padre, preme un pulsante e il letto passa in accelerazione da 0 a 120 in tre secondi. Io e mia madre rimaniamo impalate al lato della stanza, Quattro con uno scatto felino (cosa strana per lui) si nasconde sotto al letto e scompare con mio padre. Dopo tre ore è tutto finito. Mio padre torna su con un sorrisone poco normale, chiede una sigaretta. Io e mia madre perplesse gli ricordiamo che ha smesso di fumare cinque anni fa. Gli chiediamo come è andata, benissimo risponde, c’era un’infermiera, una certa Jessica, tenerissima, delle mani di fata…mia madre, inferocita, gli infila subito la fede al dito, io inizio a fischiettare.
Stamattina ce lo siamo riportato a casa, mia madre ha insistito per dormire lì tutta la notte, sebbene mio padre insistesse perché tornasse a casa “per riposarsi”. George aveva il turno di giorno, ma Jessica quello di notte.
Risultato: non so cosa abbia visto Quattro in quella sala operatoria, ma sono 16 ore che dorme nello sgabuzzino di casa. Il grande Bath accusa una fortissima depressione, e stasera mi toccherà lanciarla a 170 sul raccordo, farle superare almeno un paio di Audi e una ferrari per farla riprendere. Mio padre non fa altro che cantare “all you need is love” e mia madre sta pensando di far operare mio padre all’anulare in modo da uncinargli la fede con un ferretto direttamente sulla falange del dito. Io invece ho beccato il numero di telefono del vigilante.

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A me Fushia piace da morire. La trovate al primo posto fra i miei link. Se andate nel suo blog troverete tanti di questi impagabili cammei.
Ciao cara e grazie…

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13 commenti
  1. semplicemente deliziosa..

  2. molto molto bello!

  3. Ciao. Mi è piaciuta. a presto.

  4. utente anonimo permalink

    io………………mi sa che mi sono innamorata di te….

    passando per caso da queste parti…..non ci s’innamora, forse, per caso???!!!

    ” ……era andato la’ per scoprire che la realta’ e’ piu’ del sogno,
    molto piu’ del sogno!”

  5. ciao… sono passata da qui dal blog di superg! carino il blog.. a presto

  6. …che facciamo? Ti leggo UNA favola?

  7. Grazie Alessandro, sento sempre parlare di te dalla nostra amica di sopra comune. Ti lascio un saluto e un bacio

  8. si si…
    IRRIMEDIABILMENTE.
    Confermo.

  9. Strepitoso questo brano. grazie di avercelo postato. Un bacio

  10. grazie ale per l’ultimo commento, sei molto gentile. MI hai un po’ rincuorata.

  11. Ti lascio un sorriso. Buona giornata caro amico.

  12. Grazie alessandoro per avermi postato…poi ci accordiamo per la percentuale che ti devo!!!

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