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Giovanni Falcone

24 maggio 2007

Oggi ricorre l’anniversario della strage di Capaci.

Sono stato più volte sotto la casa che fu di Giovanni Falcone.
Ho visto l’albero dove i ragazzi, le persone, gli anziani lasciano biglietti, lettere, fotografie.
Non so se bisogna essere siciliani per comprendere la grandezza di quest’uomo.
Io so solo che era grande davvero e neanche unendo tutti quelli che hanno contribuito alla sua morte o che per essa hanno gioito si potrebbe ottenere qualcosa che valga quanto una sua unghia…

E oggi ho visto la nave di Falcone, ragazzi che sbarcano a Palermo e manifestano per ricordare. Ragazzi che forse 15 anni fa non erano nati oppure erano in fasce.
E nel frattempo qui tutto è corroso, inquinato, sfregiato dalla Mafia e dai suoi uomini d’onore che di quest’ultima parola non conoscono più il significato.
La politica è compromessa, l’economia ha gravissime metastasi, la democrazia è una pura formalità…

E mi viene da pensare a quest’uomo straordinario, alla sua calma, alla sua consapevolezza.
E mi ricordo quegli anni. Pesanti.
Lo stato d’assedio era palpabile, la paura la respiravi ovunque.
E le camionette dell’esercito a presidiare gli obiettivi sensibili per liberare personale dei Carabinieri e della Polizia per affrontare una sfida impossibile.

E mi ricordo quel giorno.
Io che esco di casa, scendo le scale. Il mio vicino arriva con la sua Audi 80. Mi guarda e con aria smarrita mi dice: “Hanno ucciso Falcone”.
Ed io che fatico a capire. Gli chiedo se posso prendere la sua auto per andare al supermercato, per non uscire la mia dal garage. Metto in moto e vado. Compro una confezione da 6 bottiglie da un litro e mezzo e torno a casa.
L’atmosfera è irreale, il tempo sembra sospeso.
Ciò che è successo è un’enormità. Il livello della sfida ha superato ogni prevedibile limite. I siciliani per bene si sentono disperati, in ginocchio.
Viene eletto in quei giorni il Presidente della Repubblica Scalfaro.
Lui e l’allora capo della Polizia Parisi rischieranno pure qualcosa ai funerali di Falcone.
Non se ne poteva più di quello schifo, i poliziotti erano stanchi di essere carne da macello.
Si è rischiato grosso in quei giorni, molto grosso…
Se fosse esploso il coperchio della pentola credo che la gente sarebbe uscita di casa a farsi giustizia da sé e dei mafiosi e dei loro fiancheggiatori sarebbe rimasta solo carne tritata…
Oggi è tutto cambiato, gli eroi non esistono più, la mediocrità sembra aver vinto su tutto e tutti.

E a 15 anni di distanza mi sento onorato di aver vissuto nella sua stessa epoca, di averlo sentito parlare in tv, di aver gioito delle sue vittorie, di aver assistito al compimento del suo destino tragico.
Giovanni Falcone: un Uomo.

E oggi ho letto una cosa interessante per chi volesse coltivare il sogno di cambiare il mondo.
Sono le cinque regole del Reiki (e chi ha voglia di saperne di più s’informi):

– Solo per oggi non ti arrabbiare.
– Solo per oggi non ti preoccupare.
– Solo per oggi conta le tue benedizioni, onora i tuoi genitori, i tuoi insegnanti, i tuoi vicini. Mangia il cibo con gratitudine.
– Solo per oggi vivi onestamente.
– Solo per oggi sii gentile con tutto ciò che vive.

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9 commenti
  1. i ricordi a volte servono per sperare…

  2. ..io ricordo…

  3. Non pensate che, senza connivenze,
    Falcone oggi sarebbe forse ancora vivo?
    Saluti.

    Marcello De Giorgio.

  4. “Non so se bisogna essere siciliani per comprendere la grandezza di quest’uomo”

    Non, non serve…perché la grandezza delle persone per fortuna va oltre.
    Quello che mi addolora e tanto è che tutto sembra immutato se non peggio di allora…

  5. Un vero eroe. Il dispiacere è che questo anniversario sia passato quasi sotto silenzio

  6. fin da piccola ho visto quest’uomo alla tv calmo e pacato…tempo fa un lungo viaggio in auto dal bs a ischia con una persona che ha creduto in Falcone…e oggi questa nave che vedi arrivare e salpare ricolma di speranza…io nn ne ho e di questo me ne dispiaccio ma di fatti è così il mondo è uno schifo x’ di persone come Falcone oggi in questo mondo nn esistono e non credo c’è ne saranno ancora…e questa è una triste realtà!

  7. Bravo!
    Daniele

  8. Io di quel giorno ricordo un fortissimo boato e i vetri che tremavano, tornavamo appena da isola delle femmine, io a dodicianni ho capito tutto dallo sguardo disperato dei miei genitori e ho pianto e non sapevo niente di quell’uomo

  9. Anch’ io ricordo… e ricordo come seppi la notizia: ero uscita, incontrai un carissimo amico che adesso non c’ è più che, con l’ aria smarrita, mi disse: ” Liv, hai sentito? Hanno ucciso Falcone”.. ci guardammo e proseguimmo insieme ( lui stava già andandoci) verso la piazza della nostra città… e c’era già tanta gente… una manifestazione spontanea per ricordare lui, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta… e quanto questo Uomo avesse fatto per noi tutti.
    Grazie.

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