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da www.citarsiaddosso.blogspot.com

16 luglio 2007

CUSTER

di te, odio la mia vigliaccheria, non amo niente, sei un vizio.
T’ho amata per pigrizia, perché era buio, perché da solo mi devo guardare le spalle, e t’ho amata per campare.
E una volta, ne sono certo, per solitudine.
Sei la mia vacca magra, che tempi, come le scuse che invento o le tue ginocchia in dentro, sei valga, vacua e non russi, peccato.
La notte parli nel sonno, con un altro, e io origlio dietro il tuo collo, gli sussurri che ti faccio schifo, come se fosse una colpa essere un porco.
Ti prendo per noia, da dietro, mentre mi insulti sul fianco sbagliato e non mi piace troppo nemmeno il tuo odore. Conto i secondi, uno alla volta, quelli che mancano all’ora d’aria, quelli passati tra i sorrisi larghi delle cassiere, guardando i culi dondolare tra gli scaffali, in mezzo all’odore dei detersivi.
Mi piace rientrare aggiustandomi i pantaloni, fischiare bolle di sapone per le scale con il collo macchiato dalla voglia, prepararmi la ritirata senza cavalleria, soldato blu con fucile a tappo e cavallo a dondolo.
Io ti lascerei, ma senza di te la mia vita non ha sesso.
Lasciami tu, e siamo pari.

————-

Lo trovo fantastico.
Mi sono permesso di variare gli a capo. Spero che l’autore mi perdonerà.

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From → citazioni

3 commenti
  1. gia’…proprio cosi’…

  2. eh sisisisisi

  3. Uhm…
    Daniele

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