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Mi hanno mandato questa email

13 giugno 2008

 
Tu cosa 
faresti???



Ricordati che TU fai la differenza.

Non cercare mai 
mezzi termini: non ce ne sono.

Leggi in ogni caso.
 La mia domanda è: tu 
avresti fatto la stessa scelta che ho fatto io?



Ad una cena di 
beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il 
padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato 
dimenticato da nessuno dei presenti.
Dopo aver lodato la scuola ed il suo 
eccellente staff, egli pose una domanda:
“Quando non viene raggiunta da 
interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione.
Purtroppo mio 
figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri 
bambini.
 Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov’è il 
naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio? “.

Il pubblico alla 
domanda si fece silenzioso… Il padre continuò:
“Penso che quando viene al mondo 
un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la 
grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le 
altre persone trattano quel bambino.”

A quel punto cominciò a narrare una 
storia: Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva 
che c’erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: “Pensi che quei 
ragazzi mi faranno giocare?”.
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di 
loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore comeShay, ma sapeva anche che se 
gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la 
speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, 
cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.

Il padre di Shay si avvicinò ad 
uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio 
potesse giocare. 
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: “Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all’ottavo inning. Penso che possa 
entrare nella squadra. Lo faremo entrare nel nono”.

Shay entrò nella panchina 
della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.

Il 
padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel 
petto.
 I ragazzi videro la gioia del padre all’idea che il figlio fosse 
accettato dagli altri.
 Alla fine dell’ottavo inning, la squadra di Shay prese 
alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti..


All’inizio del nono inning 
Shay indossò il guanto ed entrò in campo.

Anche se nessun tiro arrivò nella 
sua direzione, lui era in estasi solo all’idea di giocare in un campo da 
baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo 
padre sugli spalti.

Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un 
nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di 
vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.


A questo 
punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la 
partita?

Incredibilmente lo lasciarono battere.

Tutti sapevano che era una 
cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tanto 
meno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il 
lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di 
quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così 
piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.

Il primo tiro 
arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il 
tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a 
Shay.

Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla 
che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora 
finito.
 A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto 
darla all’ uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita 
sarebbe finita.

Invece… 
Il tiratore lanciò la palla di molto oltre 
l’uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse 
raccoglierla.

Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre 
incominciarono a gridare: “Shay corri in prima base! Corri in prima base!”.
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così 
raggiunse la prima base…

Raggiunse la prima base con occhi spalancati 
dall’emozione.

A quel punto tutti urlarono: “Corri fino allaseconda base!”.

Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
 Nel momento in cui 
Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la 
palla..
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva 
di poter vincere e diventare l’eroe della partita, avrebbe potuto tirare la 
palla all’uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò 
intenzionalmente molto oltre l’uomo in terza base e in modo che nessun altro 
della squadra potesse raccoglierla.

Tutti urlavano: “Bravo Shay, vai così! Ora 
corri!”.
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario 
lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.

Nel momento in cui 
Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.

A quel punto tutti 
gridarono: “Corri in prima, torna in base!!!!”.
E così fece: da solo tornò in 
prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l’eroe della 
partita.

“‘Quel giorno” disse il padre piangendo “i ragazzi di entrambe le 
squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed 
umanità”.

Shay non è vissuto fino all’estate successiva. 
E’ morto 
l’inverno dopo, ma non si è mai più dimenticato di essere l’eroe della partita e 
di aver reso orgoglioso e felice suo padre.
Non dimenticò mai l’abbraccio di sua 
madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.



ED ORA 
UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA

In internet ci scambiamo un sacco 
di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si 
tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.
Il crudo, il 
volgare e l’osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni 
pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei 
luoghi di lavoro.

Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c’è 
probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendole persone “appropriate” o “inappropriate” a ricevere questo messaggio.

Bene.
La 
persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA 
DIFFERENZA.

Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di 
aiutare il “naturale corso delle cos” a realizzarsi.
Ogni interazione tra 
persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda 
scintilla di amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il 
mondo un po’ più freddo?



Un uomo saggio una volta disse che ogni società è 
giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.


Ora tu hai 2 
scelte:


1. cancellare

2. inoltrare



A te fare la 
differenza….

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From → buoni propositi

2 commenti
  1. sì..ognuno di noi, può fare la differenza..

    una carezza.
    m.

  2. A me è venuta in mente una volta che chiesi a mio figlio, al primo anno di scuola materna, se “il suo amico negretto” era tornato a scuola, se avevano giocato insieme. Lui sembrò non capire di chi stessi parlando. Allora io insistevo “Quello coi riccioletti, la faccina scura…” Niente. Infine mi venne in mente il nome e aggiunsi “Jason” e lui: “Aha, sì, Jason. Sì, sta venendo e giochiamo colla plastichina. E’ simpatico assai. Ma perché dici che ha la faccia scura, mamma?”: non se ne era mai accorto. Jason era Jason. Quello simpatico assai che giocava con la plastichina. Mi presi una bella lezione.

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