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Andar via

18 giugno 2010

Credo che nessuno riesca a pensare
in maniera reale alla propria morte.
La morte è sempre considerata come
qualcosa di esterno a noi, qualcosa che tocca
ad altri.
Sappiamo nozionisticamente, "tecnicamente", che
toccherà anche a noi, ma non riusciamo a crederci davvero,
non riusciamo a convincercene.
Se ne fossimo davvero capaci
non sprecheremmo tanto tempo in
immani cazzate…

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From → questo penso io

6 commenti
  1. Non ho la testa abbastanza lucida per commentare ma hai fottutamente ragione.

  2. Quanta verità in queste parole! Fa paura, ma hai proprio ragione!

  3. O forse è proprio l'idea che la vita è breve che porta a farle per non avere rimpianti o presunti tali.Scusa ma quel fastidiosissimo banner sul diritto d'informazione che si apre non si può proprio evitare? Si potrebbe classificare come esempio di "troppa libertà" visto che obbliga ad essere letto anche a chi non interessa o non condivide…

  4. @will: un paio di giorni di pazienza e lo tolgo. Sono un abbonato di questo giornale coraggioso e ci tengo a dare il mio piccolo contributo alla sua diffusione…p.s. però 'sto banner è proprio una rottura di caxxo!  :)))

  5. esatto esatto esatto!tutto quello che hai detto,la morte è un mistero per noi..

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