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Non è come sembra.

15 agosto 2011

Ho ricominciato a respirare.
La mente ricomincia a funzionare.
Leggo, riposo. Riposo, leggo.

Mi viene in mente il film Matrix, la storia della pillola azzurra e la pillola rossa. Da un po' di tempo tutto mi sembra insopportabilemente fasullo, costruito per l'inganno.
Come potrei spiegare altrimenti che tutto va a rotoli e la gente continua tranquillamente a far finta di nulla?
È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
Quale verità?
Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene. Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente.

Religione.
Leggo un libro interessante in questi giorni che svela le menzogne della chiesa cattolica e di altre religioni. Ci sono un sacco di conflitti nel mondo che hanno come paravento la religione ma che in realtà non hanno a che fare con nessuna parola di nessun dio. La religione è una truffa.
Ci inculcano sin da bambini che non possiamo farcela da soli, che dobbiamo affidarci ad un'entità superiore, che dobbiamo aver paura, sempre.
È poi così difficile che la gente comprenda che è un'immensa presa in giro?
Dio non esiste e se mai c'è stato è morto!
Come potrebbe permettere tanto scempio, avidità, cecità, abiezione, dedizione alla menzogna, mediocrità, violenza?
Se l'uomo è fatto ad immagne e somiglianza di Dio fossi in Lui non sarei tanto orgoglioso…

Conoscenza.
I Maya per esempio avevano una conoscenza estremamente approfondita dell'astronomia, come anche gli Egizi.
Non avevano computer, telescopi, satelliti e sonde spaziali. Eppure sapevano tantissimo.
E sapevano edificare.
Non avevano gru, cad, impastatrici eppure hanno fatto cose sbalorditive e ardite con una qualità per noi irriproducilbile, costruendo opere gigantesche che sono arrivate ai giorni nostri, resistendo per migliaia di anni.

C'è qualcosa che non quadra. Sapevamo di più quando (ci dicono che) sapevamo meno…
La civiltà è inciviltà, barbarie, dissennatezza, rapina, sopraffazione.
Perché prima della civiltà c'era il buon senso?

Confine.
Quand'è cominciata l'opera di mistificazione?
Quand'è che qualcuno ha deciso che un'umanità di imbecilli, violenti, egoisti e incommensurabilmente stupidi era meglio di quel che eravamo migliaia di anni fa?
Se oggi (per un immeritato miracolo) il mondo andasse in tilt e non avessimo più tv, internet, cellulari, telefoni e tecnologia cosa faremmo?
Ci estingueremmo in un paio di settimane, almeno in occidente.
Forse africani, tribù amazzoniche e indigeni australiani sopravvivrebbero.
Loro di sicuro.
Scriviamo su blog, facebook, twitter ma non abbiamo nulla da dire.
Il nostro cervello è intasato di informazioni che non ci servono a nulla. Sappiamo cos'è un tag, una login, Louis Vuitton e Armani, una Porsche e una Kelly di Hermes, ma non sappiamo chi siamo né ciò che vogliamo.
Non siamo felici.
E ciò che è peggio è che abbiamo finito col convincerci che non possiamo esserlo.
Viviamo di paure, fobie, blocchi, incapacità e facciamo tutti finta che vada alla grande.
Non sappiamo riconoscere i venti, le stelle, non distinguiamo il nord dal sud. Siamo capre.
Non riconosciamo l'essere umano che ci sta di fronte perché non riusciamo più a vedere quello che è in noi.
Quand'è che ci siamo persi?

Gli antichi, benché presi dal doversi garantire il cibo, la salute e altri bisogni primari, avevano il tempo di pensare, di chiedersi il perché delle cose.
Noi oggi cerchiamo su Google le risposte che altri hanno scritto, senza neanche chiederci se sono giuste per noi. Senza chiederci se sono vere.
Leggiamo Socrate, Platore, Aristotele, Marco Aurelio con la bocca spalancata dalla meraviglia perché sembrano aver scritto quelle cose per noi, per darci con migliaia di anni d'anticipo la risposta che stavamo cercando.
Poi però su Italia1 c'è la puntata x del programmino y e corriamo a vederlo, dimenticando la nostra meraviglia di un attimo prima. Perché in verità preferiamo non sapere, continuiamo a preferire la pillola rossa.

Eric Schmidt, CEO di Google, ha detto: Spegnete computer e telefoni per scoprire il mondo.
E se lo dice lui…

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3 commenti
  1. Le religioni sono uno strumento di controllo sociale, di governo delle masse, di programmazione delle menti e dei comportamenti in modo più gregario possibile.
    Le religioni tradizionali e nuove (queste ultime comprendono gran parte degli ismi (capitalismo, liberismo, comunismo, sviluppismo, globalismo, migrazionismo, progressismo, ci metto la tecnofilia anche se non termina in ismo) spengono l'osservazione attenta critica e reattiva e la sostituiscono con dogmi avulsi dal contesto, anacronistici e relativi moralismi conseguenti.
    Gli inquina-menti religiosi vecchi e nuovi sono centrati quasi sempre su delega e transfer.
    Spesso manca il senso del limite.
    Un coacervo di pessime caratteristiche i risultati del quale sono sotto gli occhi di tutti. Più sono anacronistiche e assurde, più raccolgono consensi e difensori zeloti.
    Mah.

  2. Condivido. È uno strazio…

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