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Vento

1 novembre 2012

Dove finisce il vento?
So che soffia, lo sento sul viso, indiscreto scombinare i capelli, spostarmi come un fantoccio ubriaco quando soffia forte, ma non so dove finisce.
Esiste un posto nel mondo dove finisce il vento? Esiste un cimitero del vento?
Lì vorrei andare alla fine della vita, lì dove anche il vento smette di soffiare e si adagia al suolo per sempre.

Pensavo a ciò che vedo come un imperdonabile errore in tante famiglie, nella scuola, nell’intera società… Un errore di sistema. Nessuno insegna ai bambini ad aver fiducia in se stessi, a coltivare i propri talenti, ad imparare a pianificare la vita per step e obbiettivi, qualunque essi siano, fosse anche diventare un hippie e vivere ad libitum in giro per il mondo, con un furgoncino Volkswagen non facendo apparentemente nient’altro che vivere…
Invece no, si riempie la testa dei piccoli esseri umani con tanti doveri che i grandi sono i primi a non assolvere, si pretendono comportamenti che per primi non mettono in pratica per poi essere “comprensivi” quando è troppo tardi, quando il risultato è quello di aver creato creature monche, senza prospettiva, senza sostanza, in balia del vento.
Gli si danno come obbiettivo i soldi e il possesso di oggetti inutili che li rendano schiavi, perché si è dimenticato cos’è la libertà e il suo sapore.
Trovo tutto questo profondamente inutile, sbagliato e soprattutto sciocco, anche se mi rendo conto che è il prodotto innanzi tutto del fallimento umano dei cosiddetti adulti. Un’incredibile gara al ribasso dove vince il più mediocre, dove bellezza e dolcezza sono derise e furbizia e sciatteria esaltate.

Dove finisce il vento?
Lì dove finisce ci devono essere un mucchio di illusioni, sogni, amori, aspirazioni, progetti, lasciati al suolo a marcire. Tutti portati via dalle mani ancora deboli di questi bambini, che non sono stati capaci di trattenerli con sé e che non sono mai diventati uomini davvero, perché nessun essere umano può dirsi davvero tale se non ha avuto almeno una volta la capacità di realizzare un sogno.
Dove finisce il vento ci dev’essere qualcosa di magico, un tempo sospeso.
Forse quei sogni, quegli amori e quelle aspirazioni non marciscono mai perché il vento li abbraccia di nuovo e li porta via, lasciando che cadano in braccio ad altri bambini che forse sapranno tenerli stretti a sé e a farli crescere fino a realizzarli.
Vorrei andare lì, un giorno e avere il tempo di guardare tutti quei sogni e quelle aspirazioni dell’umanità, spostarle, cercare, tirarne fuori alcune, comprendere meglio i sogni degli uomini che sono rimasti irrealizzati.
Chissà che con un pizzico di fortuna non ci trovi anche quei sogni irrealizzati persi dal bambino che fui.

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