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L’ho visto più volte. Più volte sono scese le lacrime.

17 settembre 2013

C’è un confine labile tra comunicazione pubblicitaria e azioni tipicamente umane che toccano corde profonde. Certo molto lo fa il come queste cose vengono comunicate, raccontate, fatte vedere. Ma è indubbio che sono le idee alla base di certe azioni ad essere a volte straordinarie, ad incarnare qualcosa di magico, di splendido che è insito nella razza umana, indipendentemente dalle ricadute più o meno positive in termine di marca e notorietà e dalle reali motivazioni che hanno spinto qualcuno a firmare gli assegni per pagare il conto.

Una di queste caratteristiche meravigliose degli uomini è il culto degli eroi. Quelli veri intendo.

La Honda ha deciso di tributare un ricordo ad uno dei più grandi piloti di sempre, Ayrton Senna. Un campione impressionante sulle piste, ma soprattutto un uomo di straordinaria integrità etica e sportiva. Lo ha fatto con un’operazione imponente i cui costi possono essere solo immaginati, ma saranno stati davvero alti visto il livello ed il numero delle competenze coinvolte. Il risultato, però, è straordinario in termini di impatto emotivo. Acquisiti i tracciati della telemetria dell’auto guidata da Senna nel 1989 durante il Gran premio di Suzuka (che credo vinse), hanno registrato il suono del motore, ricampionato tutto adattandolo alla telemetria, disposto un complicato sistema audio e luci lungo lo stesso circuito e fatto “correre” di nuovo Senna come un punto luminoso nella notte. Un fantasma nel buio.

Mentre scrivo queste parole ho di nuovo la pelle d’oca…

Non so perché gli uomini sentano il bisogno di fare certe cose che, se affrontate con spirito semplicemente razionale e non emotivo, analizzate dal punto meramente finanziario, sembrano non avere alcun senso. E ciò nonostante tali azioni vengono compiute ed il risultato emotivo è fortissimo ed inspiegabile con l’uso dei meri numeri, della “semplice” intelligenza pratica.

L’essenza di quel pilota, della sua velocità, della sua straordinarietà, sfrondata da qualunque distrazione materica, concentrata in pura luce e suono. Semplicemente meraviglioso. Ed ho pianto.

Consiglio di vederlo fullscreen e con le cuffie. Il sound design davvero appropriato e il lancinante urlo del motore hanno tutto un altro gusto così.

Per chi, come me, è appassionato non solo del perché ma anche del come ecco il making of. È in giapponese, come il primo del resto, ma si comprende il senso complessivo lo stesso. Stupefacente la percezione del rispetto verso il pilota pur a così tanti anni dalla scomparsa.

————–

Parlando con mio figlio mi sono reso conto che ormai tante persone sono nate poco prima o dopo la sua scomparsa. Per capire chi era forse il più grande pilota di tutti i tempi questo racconto è abbastanza dettagliato anche se breve per capire di chi parlo.

http://www.youtube.com/watch?v=7kUNTtvMOtQ

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