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La fine del grande Altro: il BDSM e il soggetto postmoderno

1 novembre 2013

[Una riflessione interessante colta qui, scritta da una ragazza davvero dotata (a mio parere). Se vi interessano anche i commenti registratevi al sito e andateveli a leggere.]

l’esatto opposto della libertà è il cliché.

la pornografia è piena di cliché. il BDSM è pieno di cliché. la televisione è piena di cliché

niente è meno libero e reso più inerte dalla convenzione di ruoli stabiliti, di una sfilza di parole standard reiterate

io sostengo che l’aumento esponenziale di immagini pornografiche e produzioni d’intrattenimento di massa è il campo della non-libertà, dove, finalmente, possiamo essere liberati dal peso della nostra responsabilità individuale

spiego:

la fine di un’autorità del grande Altro (Dio, il Partito, la Nazione, la Natura…) ci ha reso soggetti molto più liberi di autodeterminarci, di conseguenza tutto ciò che facciamo è rimandato a una nostra responsabilità, una nostra decisione.

non abbiamo rotto solo con delle tradizioni, ma anche con ogni modalità collettiva di comportamento generale. la verità è che siamo tutti disperatamente liberi di fare quello che vogliamo; per dirla con Sartre: siamo condannati ad essere liberi

a parte i pericoli generali di assumere un modello di comportamento completamente autonomo, c’è da rilevare, a mio avviso, la crescente affezione alla propria soggettività, al proprio Io e alla nostra piccola storia personale

se non siamo più soggetti alla Legge del grande Altro, rischiamo di controbilanciare la mancanza di autorità ufficiale invocando “leggi private” o rapporti di dominio e soggezione

quindi, leggo nell’incremento di interesse verso il BDSM e pratiche sadomasochiste, una soddisfazione che viene data dal rovescio di quella che possiamo ritenere una situazione convenzionale, di rapporti pubblici egualitari

troviamo dunque piacere dal non essere più soggetti all’angoscia della libertà data nel rapporto con un Altro, che non capiamo mai fino in fondo, per poterci ridefinire attraverso chiarificati rapporti di servitù-dominazione

questa tattica paradossale si spiega alla luce di quello che è il concetto di desiderio in Lacan; in Lacan il desiderio è impossibile da realizzare perché il desiderio in sé indica uno stato di non soddisfazione. il desiderio può essere solo annullato; non può essere mai soddisfatto

per gli isterici, tuttavia, questo carattere irrealizzabile del desiderio viene riflessivamente convertito in un desiderio di mantenere irrealizzabile il desiderio (Lacan cita il caso dell’anoressia nervosa)

in modo analogo, i nevrotici ossessivi, rovesciano la regolamentazione del desiderio in un desiderio di regolamentazione. in entrambi i casi la posta in gioco è la riflessività del soggetto, che all’interno della sua libertà si sente schiavo, e all’interno della sua schiavitù si ricrea uno spazio di libertà simbolica

in assenza del grande Altro, si afferma il Super-Io. il Super-Io nel discorso psicoanalitico è spesso inteso come un agente interno che proibisce, come la vocina della legge nella nostra testa.

ma per Lacan (e per Zizek, lettore di Lacan) il Super-Io funziona in modo diverso dalla Legge (cioè, dall’autorità Simbolica in sé piuttosto che semplicemente dalla legge di una nazione) : in realtà esso è il rovescio della Legge che si nutre di quanto la legge reprime

così, mentre la legge della società postmoderna afferma l’egualitarismo, la democrazia, il femminismo e l’anti-specismo, il Super-Io ci ordina di godere del loro rovescio

è qui secondo me il paradosso della postmodernità: la libertà concessa dalla scomparsa del grande Altro viene in realtà vissuta come un peso che si manifesta in un desiderio di disciplina.

Zizek rivela come il soggetto postmoderno sia come la figlia nella serie televisiva Absolutely Fabulous. Sua madre non solo è estremamente liberale, ma impone attivamente alla figlia di saltare la scuola, di drogarsi, di fare sesso, di urbiacarsi e così via…

questo comportamento apparentemente radicale, tuttavia, terrorizza la figlia, e la rende incapace di godere di alcuna di queste azioni convenzionalmente trasgressive. di conseguenza, e con sgomento della madre, la figlia prende un atteggiamento profondamente conservatore e “trasgredisce” studiando in modo diligente, rimanendo casta e sobria. in altre parole, la figlia assume una posizione rigida perché la sola via al piacere che le rimane sotto le ingiunzioni superegotiche della madre passa per l’intervento di un certo livello di auto-censura

Piccola bibliografia:

MAZZOCUT-MIS MADDALENA, Il senso del limite. Il dolore, l’eccesso, l’osceno
MYERS TONY, Introduzione a Zizek
RECALCATI MASSIMO, Ritratti del desiderio
SISSA GIULIA, Il piacere e il male
ZIZEK SLAVOJ, L’isterico sublime. Psicanalisi e filosofia

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2 commenti
  1. Finalmente sotto il tag “BDSM” trovo citato almeno Lacan.
    Pongo tuttavia una domanda: c’è davvero un crescente interesse verso il BDSM o più semplicemente, come per molti altri “fenomeni”, è solo più evidente, più alla luce del sole? Mi riferisco chiaramente ad un realistico e concreto interesse e non al mero desiderio di seguire l’onda del “pensiero trasgressivo”.
    E, ancora, non trovo così inconciliabili il femminismo e il BDSM, anzi. Del resto, poi, con il termine femminismo si possono ricomprendere tante sottocategorie.

  2. bell’articolo 😉

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